mercoledì 11 gennaio 2017

Nel frattempo la Morati...

Andata via la Boardman, ricevuta la manna postale per la Befana, ho iniziato a fare finta di essere interessato nuovamente alle bici.
Sulla Lancaster ho montato la forcella in carbonio solo disco (tipo Exotic, per intenderci). Esteticamente  non stona eccessivamente (ho sempre rifiutato il carbonio sul titanio) e il parafango aiuta la gommina da 35 a colmare la distanza fino alla testa forcella.
Visto che c'ero, ho anche montato una cassetta da 11-34, non si sa mai.
Noto con dispiacere che il Rapid Rob al posteriore è quasi terminato, direi al 30%, una gran delusione. Penso che in seguito prenderò una coppia di gomme stradali da 28-30.
In più, date le mie responsabilità, ho comprato un trailer per bambini; scriverò, magari in seguito, un post dedicato.

Arriviamo alla Morati, adesso.
Diciamo che è appena terminata, nel momento in cui scrivo. Per essere usata veramente (visto che qui la "strada asciutta" è un ossimoro) avrebbe bisogno dei parafanghi e gli SKS Raceblade che avevo perso per la Boardman in carbonio non sono perfettamente adattabili (almeno il posteriore).
Ho tolto tutto tranne serie sterzo e forcella, nella speranza di ripulire e rivendere il gruppo XTR.
Ne ho fatto un clone della Lancaster, lo ammetto, ma solo per mancanza di idee. 

Se domani non nevica, me la porto dietro.

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venerdì 6 gennaio 2017

Le Boardman hanno vita breve

Anche la Team C andrà via presto. Penso che a tutt'oggi sia il record minimo di durata di una bici in casa, cosa sarà, un mese?
Me ne pento pochissimo, la bici è molto bella ma perfettamente inutile per quel che faccio io (e anche esposta ad eventuali uri quando la parcheggio negli spazi al lavoro).
Non ci esco mai oltre al noioso commuting giornaliero, quindi perché tenerla?
Oggi dovrebbero venire a prendersela.

Dopo non so cosa fare. Oggi -spero, dovrebbe arrivare il carico dall'Italia con tre quarti dei componenti utili, soprattutto ruote e la Morati (sì,  l'ho portata qui).
Inizierò a mettere in vendita alcune cose e vedrò quanto ne riesco a dar via.
Poi, spero, potrei anche decidere di prendere una tuttofare in titanio.

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giovedì 5 gennaio 2017

9s su un comando a 10s

Ci sono siti molto migliori del mio misero blog che ne hanno parlato, primo tra tutti il sommo Sheldon, qui. Eppure, oggi, con pochissima voglia e ancor meno mezzi, ho provato a fare girare un cambio posteriore Sora, su catena e cassetta a 9 velocità, con un comando Dura Ace da 10 velocità.
Il sistema era precedentemente settato per funzionare a frizione (qualche posto più sotto ci sono i dettagli). Tuttavia, dato che il comando non è proprio facilmente raggiungibile, ho voluto provare il trucco.

Ho avvitato fino in fondo la vite di pretensione del cambio, così da avere il cavo più lento del solito. In questo modo, il primo click non sposta quasi per niente la gabbia, e fino al 14 (terzo pignone) la catena salta appena. Però dal quarto pignone in poi (15 in su) la cambiata è accettabile.
Dovrei sperimentare un po' su questo sistema.

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sabato 24 dicembre 2016

Collarini DMR

Ne ho parlato davvero per tanto tempo, tanto vale scrivere due righe e, soprattutto, appiccicare due foto per celebrare la versatilità dei collarini DMR (mi sa che ho sbagliato a scrivere il nome in passato...).

Su Chainreaction li danno via a meno di 5 euro ciascuno e vengono in tre misure, 34,9, 31,8 e 28,6. Penso che siano dei ricambi per i supporti e guidacatena che producono, però il fatto che abbiano misure standard e un foto filettato, li rende incredibilmente utili.

Penso che potrebbero essere usati su tutti i telai che abbiano un problema al foro del portaborraccia o necessitino di ulteriori supporti. In più possono essere utili così come li ho usati io:

Supporto guidacatena (lo so, molto rudimentale se non addirittura rozzo, ma senza attrezzi specifici e ricambi, non è facile costruire qualcosa di bello:
Chain catcher 4

Chainset catcher 1

Supporto parafango (Adri mi vorrà scomunicare ed avrà ragione..):

Anteriore (perdono Mr. Crisp, nuovamente)
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Posteriore:
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Insomma, penso che farò un altro ordine di almeno una coppia di collarini per ogni misura, sono davvero indispensabili.
c

Come si cambia

Dopo qualche mese di single speed, lo confesso, sono tornato al 1x.
Una SS magari è bella (soprattutto se ha i forcellini regolabili e non pretende un orrendo tensionatore) e ha altre ragioni (oltre all'estetica) per essere seriamente presa in considerazione. 
Se però devo usare la Lancaster durante il traggitto casa-lavoro e ritorno, a volte la stanchezza prevale. Preferisco avere una marcia in meno per un aiutino_da_casa.
Quindi, per evitare di rovinare un cambio posteriore Dura Ace (mentre in casetta giacciono almeno dieci cambi posteriori) ho comprato un modesto Sora a gabbia corta.
Prima considerazione: a me questo cambio pare a gabbia media, rispetto al vecchio D-A ci saranno almeno tre cm in più e la differenza la noto anche se lo paraono al 105 a 10v che ho sulla Boardman.
Secondo: penso che potrei anche esagerare e arrivare fino ad una cassetta da 11-36 (mantenendo il monocorona).

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Terzo, lasciando il manubrio da strada segato, insieme ai comandi freno Tektro, mi risultava piuttosto difficile metterci il comando cambio (a meno di non sostituire tutto di nuovo).

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Ho pensato ad una soluzione davvero interessante. Ho comprato su Amazon un paio di estensioni manubrio (di quelle appendici economiche per montare luci supplementari o avere il Garmin pià vicino al naso) (questo è il modello esatto, ovviamente in un sobrio nero)

Ho ancorato il tubetto di carbonio da 22mm a due supporti e ci ho messo dentro un barend Shimano a 10v (settato a frizione) ma sul lato sinistro.
In questo modo, alla bisogna, posso tornare al single speed in un secondo, oppure passare da 9v a 10v soltanto mettendoci cassetta e catena nuove.
Il comando è montato sulla sinistra per evitare che l'umido, bagnato e sporco della strada finiscano direttamente sul comando.
Oggi ho provato ad usarlo ed effettivamente è una soluzione abbastanza pratica (bisogna comunque muovere la mano dal manubrio per cambiare), modulare (si può togliere e/o modificare in due minuti) e molto versatile (ss, 9v o 10v). In più non è esageratamente vistosa e anche economica. Dato che avevo già i comandi in casa, ho solo preso questi due supporti per circa 8 euro ciascuno.

Ecco:
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martedì 6 dicembre 2016

Piccoli aggiornamenti

Dunque, partiamo con qualche considerazione sulla Boardman.
Se non sbaglio, è la prima vera bici stradale che abbia avuto - ebbi una Carraro durante il mio primo rinascimento e poi le due Klein e altri telai ma non pedalai molto con una stradale e anche la CX Team non era una stradale pura
È anche la prima bici in carbonio moderna - sì, ci fu la Cadex e la Endorphin ma la prima ha già 25 anni e la seconda non è che fosse di vero carbonio.
La bici è ovviamente più nervosa della Lancaster ma riesco a spingere un rapporto leggermente più duro con la Boardman (può anche darsi che sia solo una impressione).
Cosa succederà? Per adesso (e forse per molto tempo ancora) uso tutte le bici per andare al lavoro. Non ci esco mai durante i fine settimana, quindi potrei anche renderle funzionali al commuting (la Lancaster già lo è).
Ad esempio, la Boardman:
i. avrebbe bisogno di gomme almeno da 25 (ho sentito di qualcuno che ci ha montato anche le 28), 
ii. portebbe anche essere convertita al 1x e per i percorsi che faccio, potrei limitarmi ad un 46 con una cassetta da 11-32.
Per adesso ci giro così, senza nessuna modifica (la catena è abbastanza lunga da tollerare il 30-50) e con i parafanghi nuovi appena montati.

Qui qualche foto della bici, non proprio pulitissima.

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(La trasmissione non è delle migliori, il vecchio proprietario ha lasciato un leggerissimo velo di morchia che non andava via neanche grattandola con la spazzola d'acciaio.)


La Lancaster -che per adesso rimane SS, a maggior ragione che ho dentro una full geared, ha un nuovo manubrio.
Ho tolto il vecchio Jbar e sullo stesso attacco da 110 ho montato il manubrio stradale della CX Team che mi era rimasto dentro. Siccome, però, non userò mai il drop (che già sui comandi mi trovo molto basso) ho segato i terminali del manubrio (come si usa fare per le gare in salita), montando le leve Tektro leggermente sollevate (come a simulare un bullhorn).
La bici è molto comoda e manovrabile, non ho sofferto ad avere un manubrio sensibilmente pià stretto del TItec. Quest'ultima caratteristica mi giova quando devo lasciare la bici parcheggiata visto che gli altri utenti hanno pochissimo rispetto per le bici altrui (cioé per la mia!).
Questo WE, oltre a cercare di far la dovuta manutenzione alle bici (100 km a settimana, in goni condizione, purtroppo nuoce alla parte meccanica), mi impegno a fare più foto possibili.

Edit, qui una foto:

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domenica 27 novembre 2016

Boardman Carbon

Be', dopo un mese di rimuginamenti ho ceduto. Dopo avere venduto la povera CX Team (un affare per chi l'ha comprata!), sono ricaduto nella rete di Boardman (è che qui non c'è nessuna scelta di bici).
Ho trovato per un pezzo di pane una bella Team Carbon, credo 2012 o 2013, in ottime condizioni, manco un graffio, tutta montata col 105 a 10v e della mia misura.
Il telaio sembra molto bello, tutto nero con le decal sotto un leggero strato di trasparente. L'obliquo è praticamente immacolato, come anche i foderi del carro e della forcella.
Il grosso problema è che nessuno ha mai fatto alcuna manutenzione sulla bici, se non quelli di Halfords... E questo la dice lunga sulle pessime condizioni generali. Intendo (so che sembra contrastare con quello che ho scritto poco su): la bici è esteticamente nuova ma ci sono dei problemi che andranno risolti col tempo, magari in primavera.
Il corpetto ruota libera mi sembra un po' impastato, come tutta la trasmissione (ma so che farà molto presto una brutta fine per mano mia). Il movimento centrale BB30 e la serie sterzo non sembrano male, ma immagino che una volta che metto mano, cambierò pure quelli.
Oggi l'ho ritirata dal vecchio proprietario (che con ogni probabilità non la usava da prima dell'estate) e portata a casa. Gonfiata la ruota dietro, pulita alla bell'e meglio, ordinato il reggisella e cambiati i pedali.
A questo proposito, l'annuncio dichiarava che la bici veniva senza pedali. Quando il venditore mi si presenta, mi avvisa che i pedali me li regala, tanto non ci vuol niente a cambiarli. Allora lì mi si è illuminata la lampadina: i pedali non venivano via, ecco perché li ha lasciati montati.
Ci è voluta mezza bomboletta di WD40 per mollarli (e ho quasi rovinato una Usag da 15 per questo lavoro... Una Usag!).
Domani, tempo permettendo ché non ho ancora i parafanghi per questa, la uso per andare al lavoro e vediamo cosa cambia dalla Lancaster a questa.

C

Seatbag

Stanco e stufo dello zaino, ho comprato una borsa da sella.
Prima di rassegnarmi, ho comprato un bello zaino da trekking da 25 litri con lo schienale rigido. Molto bello e comodo, sebbene abbastanza pesante (non ho idea del peso effettivo, prima o poi lo peserò). Ci ho fatto almeno due settimane in sella, circa tre o quattro giorni a settimana ma mi sono ritrovato ogni weekend con un leggero mal di schiena.
Ho iniziato a cercare su internet e vedere-capire le alternative. Ovviamente ho scartato il trailer (che, in effetti, mi avrebbe permesso di portare mezza casa ma magari un po' scomodo lo è pure) e sono stato per molto tempo in bilico tra un paio di borse laterali e portapacchi e una borsa grande da sotto sella.
Il portapacchi è una soluzione molto versatile e pratica, però richiede una bici predisposta con gli attacchi (attacchi che esistono sulla Lancaster), però ho trovato più carina la soluzione della borsa da sella. 
So da me che questa seconda soluzione è molto scomoda e magari non perfetta quando si deve fare commuting tutto il giorno (con i vestiti dentro) ma alla fine ho deciso per questa.
Dopo vari tentativi - non è facile trovarne di buone e a prezzo onesto, ho dovuto comprare una Restrap. 
Si tratta di un guscio semirigido che accoglie dentro una sacca impermeabile (da comprare a parte, ovvio, no?). La borsa costa quasi 100 euro mentre le sacche impermeabili si trovano anche a meno di 10 euro (per fortuna). Tutto su Wiggle. 
L'ho provata solo giovedì scorso, quindi la mia esperienza è limitatissima. È molto comoda per liberare le spalle e viaggiare più leggeri (e più riposati) ma alza molto il baricentro. Questo si nota incredibilmente durante i tratti in fuorisella in piedi sui pedali. Penso sia il prezzo da pagare per un accessorio come questo. Il resto del viaggio è stato molto confortevole, non ho urtato mai con la borsa e non ho perso il carico.
Diciamo che in caso di bici senza attacchi per portapacchi, carichi non elevati (se non sbaglio la borsa è incompatibile con reggisella in carbonio) e se si abbiano più bici sulle quali spostare regolarmente il carico, allora è una buona soluzione. 
Come mi ripropongo sempre, a presto molte più foto.
Apro una parentesi al riguardo. Ogni volta che scatto le foto le carico subito su Flickr così da condividerle poi. Il problema è che non accendo quasi più il fisso (che peraltro funziona a casaccio, un po' sì e molte volte no) e scrivo tutti i post su iPad. Devo migliorare...

Edit, ecco qualche foto:

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Qui in una vecchia configurazione, ma rende bene l'idea:
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venerdì 18 novembre 2016

Come va questa single speed

È oramai un bel po' che giro con la single speed. Ecco, senza un preciso ordine logico, le mie (inutili per il mondo) impressioni.
La linea della bici è molto bella e pulita. Se non fosse per i parafanghi e magari rimontando l'attacco Thomson, sarebbe quasi da copertina.
Rumore meccanico ne fa esattamente quanto una bici col cambio (ben regolato, come ogni mia bici, modestamente...).
Insieme alla linea, sono certo che anche il peso ne abbia giovato ma è solo un contentino. Se poi alla bici ci aggiungiamo i parafanghi, le luci e anche due gomme da mezzo chilo l'una, quei trecento grammi risparmiati sono soltanto un'illusione.
C'è poi da dire che, soprattutto se parliamo di commuting, l'assenza di cambio o di altre parti in movimento è un vantaggio. Quel che non c'è non si rompe, dicevano una volta. Eppoi, su una bici che potrebbe potenzialmente essere esposta a 10 ore di intemperie, avere qualcosa in meno di cui preoccuparsi non può che essere vantaggioso.

Su strada. Devo premettere che la strada che mi porta al lavoro la mattina ha un solo strappato di circa duecento metri. Al ritorno, per fortuna, gli strappi sono due, ma entrambi molto brevi. Detto questo, trovo la SS molto semplice da guidare. Si pedala. Nient'altro. 
Mi sembra che vere un solo rapporto mi sproni a pedalare di più, soprattutto quando la mia velocità si abbassa. Non diciamo nulla, so che si tratta di una idea fin troppo romantica e molto probabilmente poco scientifica. Dall'altro lato, però, mi ritrovo molti spesso a cadenze un po' troppo basse. La mattina, quando per evitare di arrivare al lavoro troppo sudato, cerco di limitare l'intensità della pedalata, ho una cadenza media di circa 60 pedalate al minuto che aumentano a poco più di 70 al ritorno (tardo pomeriggio).

Visto che va molto di moda dare un punteggio a tutto, dico che più di 7.5 / 10 la SS non merita. Forse se avessi un telaio solo SS (o che fosse regolabile pe evitare la bruttura del regolatore di tensione), forse se avessi anche un'altra bici, allora il mio giudizio potrebbe anche cambiare (e non è detto che debba cambiare in meglio).

C

domenica 6 novembre 2016

Una settimana in SS

Dopo tanto rimuginare, ho finalmente messo mano alla bici.
Le modifiche sono tutte minime tranne il fatto che adesso la bici è una single speed.

Iniziamo dalla trasmissione. Ho lasciato la corona CarbonTi tutta in titanio (ma usata) da 40 denti. Ho tolto la cassetta (avevo una 12-23 a 9v) e la catena. Ho montato il kit singlespeed con i distanziali e il pignone da 16.
Ovviamente è andato via anche il cambio. Indeciso sul da farsi, sebbene il J-bar sia molto comodo, ho smontato l'intero manubrio (lasciando i comandi al loro posto, insieme a cavi e guaine (in caso di ripensamenti) e ho sostituito tutto con componenti diversi.

Avevo portato con me un bell'attacco Thomson Elite da 110 e 25,4. L'ho usato insieme al Midge e alle leve Tektro (se non sbaglio RL 340). Le leve sono molto comode anche se economiche e tutte nere. Col nero non si sbaglia mai. Insieme alla bassa forcella Crisp, l'avantreno sembra molto lineare così. Ho montato un paio di BB7 road che avevo da parte (dato che le leve hanno il tiraggio lineare dei freni convenzionali) e settare i freni è stata una cosa molto facile (o li ho settati bene e sono diventato bravo, o sono così ignorante che non capisco più come si sistemino).

Il risultato, esteticamente, è molto bello. L'unica nota leggermente stonata è il tendicatena. Non sono riuscito a tagliare la catena come si deve (forse avrei dovuto usare una mezza maglia) e ho dovuto aprire il tendicatena di parecchio per compensare la lunghezza. Purtroppo non son riuscito a montarli verso l'alto - avrebbe nascosto ulterioremente l'eccessiva lunghezza e migliorato la linea.

Con la bici così montata, sono andato al lavoro tutto contento. Il risultato è che sono tornato a casa, la sera, uno straccio. Uno: il rapporto è troppo lungo e, due: il manubrio troppo in basso e allungato.

Così, rubando tempo al sonno, durante la settimana ho fatto alcune modifiche che hanno migliorato di molto la situazione.
Ho usato il solito, vecchio, corto e angolato attacco manubrio Art (ha iniziato la sua vita sulla Lancaster, ha abbellito per qualche uscita la Paduano e adesso è ritornato a fare il suo dovere sulla Lancaster). In questo modo ho recuperato molto in altezza e lunghezza e mi sento molto più a mio agio. Riesco, con pochissimi problemi, a impugnare il manubrio sul drop. È un vero peccato che abbia tagliato le guaine esattamente a misura, adesso mi ritrovo con i cavi addirittura corti (però così sono quasi invisibili...).
Poi, dato che nel frattempo avevo ordinato un pignone Surly da 17 denti (per la paura che il 16, molto sottile, potesse rovinare il corpetto ruota libera), ho deciso di montarlo.
Con queste due modifiche, la bici ora mi sembra andare molto meglio e mi sento più a mio agio.

Infine, oggi che avevo qualche minuto di mattina presto, ho provato a rimettere a posto i parafanghi. Ho notato che quel genio di Mr. Crisp (perdono, perdono per quello che sto per scrivere) ha usato tubi da 35 per gli steli forcella. Questo significa che è possibile montare i collarini DRM. Ne ho provato uno, nella speranza di poterlo usare come supporto filettato per il parafango e... Ci sta. Perfettamente. Adesso l'asta destra del parafango è saldamente ancorata alla forcella (ovviamente, ho stretto il collarino quel tanto che basta per reggere!). Ne ho ordinati alcuni altri su CRC così da sistemare una volta per tutte quella rogna dei parafanghi.

A presto per qualche foto e un aggiornamento serio si come sia usare una bici con un solo rapporto.

Edit: ecco la bici appena prima di montare il Midge:
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Single speed, con la sacca Restrap e i collarini DRM.